Riflessioni sulla felicità del dentista

Non sono solito dar seguito a post su Facebook commentandoli o soprattutto criticandoli.

Faccio e lascio fare.

Ma in questo caso rispondo ad un post che mi è stato fatto notare in quanto venivo in esso citato a chiare lettere insieme a Stefano.

Nella fattispecie venivo citato da un collega molto bravo dal punto di vista clinico che evidentemente ora, pur operando in un piccolo studio, vuole dedicarsi alla formazione su argomenti manageriali. Forse sfruttando, come molti del resto, la contrapposizione alla nostra figura per farsi pubblicità.

Contrapporsi al leader di settore è una delle strategie più semplici per provare a penetrare un mercato.

La sua promessa è quella di insegnare ai dentisti ad essere felici indipendentemente dai profitti personali che sarebbero invece lo scopo primario di noi antietici “imprenditori della salute”.

Il messaggio che aleggia tra le righe, e che spesso si legge nei commenti della comunità odontoiatrica si spinge oltre:

“Io sono veramente felice perché differentemente da voi non sono schiavo di una grossa struttura e del suo fatturato. Poveri voi insoddisfatti che lavorate per guadagnare!! Io lavoro perché mi diverto!”

Anche se il nostro (a quanto sembra) non ne è  a conoscenza, la ricerca scientifica psicologica ha chiarito moltissimo sui meccanismi che regolano la “felicità” nell’essere umano.

Prova a fare una previsione considerando due scenari:

1) Domani Luca vince 40 milioni di euro alla lotteria

2) Domani Luca ha un incidente in moto e diventa paraplegico

Secondo te il 2 novembre del 2022 Luca sarà più felice a seguito dello scenario 1 o dello scenario 2?

Pensaci un attimo e fai la tua previsione perché sto per svelarti i dati delle ricerche del Prof Dan Gilbert…😎

Un anno dopo, i soggetti che hanno vinto la lotteria e quelli che hanno perso l’uso delle proprie gambe sono ugualmente felici e soddisfatti della propria vita.

Questo è il grafico originale tratto da una relazione dello stesso Gilbert

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Questa cosa abbastanza incredibile deriva dal fatto che noi esseri umani abbiamo una sorta di “sistema immunitario all’infelicità” che (dice testualmente Gilbert) SINTETIZZA per noi la felicità qualunque sia la situazione esterna che viviamo.

Questo “sintetizzatore di felicità” fa in modo che quando siamo costretti ad una situazione, il nostro cervello cambia l’essenza stessa della nostra visione riguardo a quella situazione adattando la nostra valutazione edonica in base alla situazione in cui ci troviamo a vivere.

Detta in maniera più semplice: il nostro cervello è furbo e fa in modo che siamo felici della merda in cui sguazziamo.😉

Ma allora come mai riguardo al Luca paraplegico avremmo detto esattamente il contrario?…. Ce lo spiega sempre Gilbert.

Siamo gli unici animali sulla terra ad avere la corteccia prefrontale che serve ad immaginare come staremo nel futuro in base alle diverse condizioni che ci capiteranno.

La corteccia prefrontale ci fa immaginare un futuro di pianto e depressione se perderemo una gamba e un futuro di pazza felicità se il nostro stipendio verrà triplicato domani. Il problema con la corteccia frontale è che, nell’esecuzione di questo compito, funziona di merda!!

Le sue previsioni sono sempre esagerate e irrealistiche per cui, dopo un anno dall’aumento di stipendio saremo felici esattamente come prima… e lo stesso (per fortuna) capita con la perdita di una gamba.

Ovviamente la corteccia prefrontale di autori di romanzi, registi e giornalisti funziona di merda esatamente come la tua e la mia. Per cui siamo sempre stati abituati a leggere e vedere storie di infinita depressione causata da fattori esterni che sono tutt’altro che realistiche, anzi sono falsità assolute, ma mantengono in noi questa idea che se ci va bene saremo felici e se ci va male saremo infelici.

Attenzione, non ho detto che tutti sono felici!!

Perché il famoso “sistema immunitario della felicità” funziona meglio in alcuni e peggio in altri. Come tutte le cose del resto.

Ma chi è felice nella schiuma lo sarà anche nella merda mentre chi è infelice nella merda lo sarà anche nella schiuma (e, soprattutto, l’infelicità non è così diffusa come film, romanzi e giornali vorrebbero farci credere!!!!!!!!).

Detto questo, e sperando di essere stato compreso (visto che ho riassunto decenni di ricerca in una paginetta), veniamo alle conclusioni.

Caro amico che ci citi, anche noi che siamo imprenditori della salute siamo felici 24/7 come te. E come noi lo sono la maggior parte dei nostri studenti.

I soldi non c’entrano (quasi) nulla con la felicità. Uno può essere felice e povero o felice e ricco. Può essere felice facendosi tutto da solo o felice delegando a decine di persone. Può essere felice curando una persona al giorno o felice curandone decine. Può essere felice facendosi superare in autostrada o superando. Può essere felice essendo legato a vita alla sua poltrona o felice ottenendo una separazione del proprio tempo dal proprio lavoro. Può essere felice bevendo birra o bevendo vino di altissimo livello. Può essere felice lavorando per sé stesso o creando decine di posti di lavoro. Può essere felice evadendo le tasse o dichiarando ogni euro.

(Ogni riferimento è sinceramente e puramente casuale ed esemplificativo… lungi da me accusare di evasione persone che non conosco).

Per l’ennesima volta citerò Mark Manson a memoria:

“Ovunque andrai ci saranno 200kg di merda ad aspettarti. Il fatto non è fuggire dalla merda ma trovare quella che siamo felici di affrontare”.

Ad maiora.

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