SVELATO IL SEGRETO DEL PROTOCOLLO DI TIRONE E ROLANDO: SCOPRI SE I TUOI CARICHI IMMEDIATI SUPERANO IL TEST.

“Quando ho fatto il mio primo carico immediato full arch ho mandato le impronte ad un tecnico col quale lavoravo regolarmente. Alle 11 di sera mi chiama e mi dice che non sapeva che pesci pigliare e mi ha rimandato tutto indietro. Ho dovuto lavorare fino alle 3 di notte per costruire qualcosa da consegnare alla paziente il giorno dopo.

A quel punto ho smesso e ho aspettato di venire al vostro corso.”

 

Quando un corsista ti racconta questa storia a cena durante il corso capisci che la responsabilità di ciò che stai facendo è molto alta.

I colleghi arrivano per apprendere soluzioni applicabili in studio il lunedì mattina. Non fuffa condita di studi scientifici trovati su pub-med e sciorinati per ore e ore allo scopo di annacquare un corso annuale.

Questo significa che il protocollo che insegni deve essere:

  • RIPETIBILE

E soprattutto,

  • NON OPERATORE DIPENDENTE

Ah, dimenticavo,

  • VELOCE!!!!!

Il tutto si riassume in una frase: DEVE ESSERE APPLICABILE A CERVELLO SPENTO!

Durante i corsi di riabilitazione full-arch mi piace mettere casi di merda da operare in live.

 

Mi da quel brividino che ormai faccio fatica a trovare durante il lavoro e penso sia giusto far vedere qualcosa di tosto ai corsisti in diretta. Il caso facile lo sanno fare tutti, non serve venire fino a Cuneo.

Ma quest’anno Erik e io abbiamo voluto fare qualcosa di più.

Abbiamo voluto dimostrare che il nostro protocollo (che non ha nessuno di quei ridicoli nome che finiscono per TECHNIQUE o PROTOCOL) è ripetibile, cioè funziona sempre quando applicato correttamente e questo indipendentemente dall’operatore.

E’ ovvio infatti che io abbia l’esperienza e la malizia per “far andare” le cose e fare in modo che il pubblico durante una live non si accorga di un eventuale problema. Ma questa volta abbiamo voluto dare la prova definitiva.

I provvisori avvitati sono stati costruiti non da Erik ma da giovani ragazzi del suo laboratorio e sono stati consegnati in diretta non da me ma da uno dei miei giovani “garzoni” che, anche se è molto più bravo di me in molte cose, non ha certo la malizia di gestirsi una live nascondendo gli errori… per il semplice fatto che, beh non ha mai fatto una live.

Ecco quindi, mentre io e Erik, facevamo lezione a 5 chilometri dalla clinica siamo stati interrotti poco prima delle consegne e, in streaming, il giovane collaboratore, ha consegnato i provvisori dei casi che io avevo operato in live la sera prima.

Cinque minuti in un caso e sette minuti nell’altro e quasi nessun ritocco dell’occlusione. Del resto lo sai che per me la velocità è un aspetto fondamentale.

E il tutto seguiva una fase di impronta e registrazione post chirurgica che era durata 10 minuti.

Non sto neanche a dirti di iscriverti al corso, saprai tu se ti può servire o no 😉, ma ti lascio ai video delle due consegne.

 Presto!

 

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