Un recente sondaggio che ho pubblicato sul gruppo Facebook Odontoiatria Italia ha dimostrato che molti dei colleghi dentisti non sanno nulla del concordato preventivo biennale mentre molti altri sono fermamente intenzionati a non aderire.
Poiché alcuni mi hanno chiesto di chiarire, per quanto possibile, l’argomento, mi accingo a farlo in questo articolo.
Lo farò come mio solito dal punto di vista del dentista imprenditore e non dal punto di vista di un dentista appassionato di materia fiscale che vorrebbe fare il commercialista perchè ti assicuro che non c’è professione al mondo che mi piacerebbe meno praticare di quella del commercialista.
Quindi mi si perdoni se non parlerò una lingua troppo tecnica.😎
Ma veniamo ai fatti. Entro fine ottobre tutti i soggetti ISA (quindi i professionisti e le piccole società odontoiatriche) avranno possibilità di aderire ad un concordato con l’Agenzia delle Entrate.
Sulla base del tuo reddito (o di quello della tua società) dichiarato per l’anno 2023, l’agenzia ti proporrà un fatturato per il 2024 e un fatturato (un po’ più alto del precedente) per il 2025 che saranno di poco superiori a quello di riferimento..
Primo passaggio pratico che ti consiglio di fare: chiama ora il tuo commercialista e chiedigli di dirti le cifre ’24 e ’25 del tuo concordato. È un’informazione che può recuperare in 2/3 minuti.
Una volta conosciuto il reddito che l’Agenzia ti propone, saprai su quale cifra dovrai pagare le tasse relative ai redditi ’24 e ’25 se deciderai di aderire.
In particolare, fino al reddito dichiarato nel 2023, pagherai le normali aliquote sia per l’anno 2024 sia per il 2025. Su differenziale tra quella cifra e la cifra concordata pagherai una flat tax che va dal 10% (per i punteggi ISA 10, 9 e 8) al 15% (per i punteggi ISA minori o uguali a 5) passando per il 12% (per i punteggi ISA 6 e 7).
Secondo passaggio pratico che ti consiglio di fare: richiama il tuo commercialista e informati sul tuo punteggio ISA. Saprai così quale tassazione sconterai sul differenziale tra il reddito concordato e quello del 2023.
Ora viene la notizia più interessante. Sai infatti quale sarà la tassazione dei redditi che eccedono la cifra concordata?
Lo 0%.😎
Ed è a questo punto della spiegazione che, quando me ne hanno parlato, mi si è risvegliata la scimmia: le implicazioni di risparmio fiscale grazie a questa cosa (SEMPRE CHE TU SIA ORGANIZZATO NEL MODO CORRETTO) sono infatti interessantissime.
Abbiamo passato anni a farci le seghe mentali per salvare qualche euro dalle tasse con i buoni pasto, i rimborsi forfettari e tutto i resto… e oggi lo Stato stesso ci propone di fatturare come mandrilli e non pagare le tasse su ciò che sapremo produrre in più rispetto al 2023!!😏
Lo so che il tuo commercialista ti avrà messo in guardia. Ti avrà consigliato di lasciare perdere che è meglio non dare nell’occhio ma, come forse saprai, a me dare nell’occhio non preoccupa, anzi ti dirò che mi dà una certa soddisfazione. Soprattutto se ci sono centinaia di migliaia di euro da risparmiare!
(Quello che segue sono mie opinioni da imprenditore e non voglio responsabilità sulle tue scelte. Quindi se vuoi leggi ma poi ridiscuti tutto con i tuoi consulenti e prenditi le tue responsabilità.)
Vediamo ora se ti conviene o no aderire al concordato.
Semplificherò le varie situazioni che mi vengono in mente:
1) Sei un dentista che fattura nella media della categoria (150/200 milaeuro l’anno) e fa un bel po’ di nero.
In questa situazione potrebbe essere utile aderire perché potresti rendere puliti gli incassi che prima erano sommersi ma c’è da valutare che se il tuo fatturato negli anni 2024 e 2025 raddoppia e poi allo scadere del concordato si dimezza di nuovo, qualcuno due domande potrebbe farsele.
Io lascerei perdere: la strategia di gestione perdente in cui ti stai trascinando non ti farà godere serenamente di questa opportunità.
2) Sei un dentista (in uno studio professionale) che non evade, si fa il culo e ha un fatturato in crescita.
In questo caso io non avrei dubbi. Mi farei il culo doppio e cercherei da oggi di fatturare più che posso aderendo al concordato e cercando di portarmi a casa quanto più reddito detassato possibile.
Certo, nel 2026 ti troverai con redditi molto alti e capirai che la gestione mediante studio professionale non è adeguata ai tempi moderni… ma non ti preoccupare, a quel punto farai una srl e inizierai a gestire la professione in maniera moderna.
3) Sei un dentista (che evade o non evade, in questo caso è indifferente) che non vuole crescere o si sta avviando verso la pensione…
In questo caso la scelta è semplice: non aderire.
Chi fatturerà meno di quanto concordato pagherà comunque le tasse su tutto il concordato!
4) Mi hai ascoltato già qualche anno fa e hai organizzato, la tua attività odontoiatrica sotto forma di azienda/e (s.r.l.) imparando ad attuare una buona pianificazione fiscale e hai una tua P.IVA con la quale fatturi le tue prestazioni alle tua (o alle tue) s.r.l.
Beh, in questo caso non c’è neanche da pensarci. Il consiglio è: aderire immediatamente e godere di una semplicissima pianificazione fiscale che lo stato ci ha servito bella e pronta nel piatto!😎
Potremo infatti incrementare le prestazioni che eseguiamo all’interno della nostra s.r.l. odontoiatrica ed aumentare notevolmente il nostro reddito per poi, se lo vorremo, calare di nuovo considerevolmente nel 2026 (a meno che non si presentino nuove interessanti opportunità).
La fatturazione ai pazienti rimarrà infatti in linea con il passato, si spera in crescita ma in linea… diciamo nulla che faccia pensare a soldi precedentemente evasi che ora vengono fatturati. Questo eliminerà le paure di “ritorsione” futura della GdF e tu, come professionista, potrai semplicemente decidere di lavorare di più in un periodo in cui lo Stato lo ha reso fiscalmente conveniente
Proprio quest’ultima sarà la scelta mia e di Stefano. Avendo il controllo di più realtà odontoiatriche che sfioreranno, quest’anno, i 10 milioni di consolidato, sarà molto semplice per noi incrementare i nostri redditi personali “a piacere” (ad esempio lavorando di più oppure aumentando la nostra percentuale di retribuzione o fatturando prestazioni fatte in passato che la società non ci aveva ancora pagato… ) e sfruttare al meglio questa interessantissima opportunità che finalmente lo Stato ci offre.
Ora ti lascio alle tue scelte,
A presto,
Federico
P.S. Considera che in questi giorni stanno approvando un mega condono sull’evasione degli scorsi anni che sarà concesso a chi aderisce al concordato. A me non frega nulla perché negli ultimi 15 anni non ho evaso neanche un euro ma se hai la cantina piena di pacchettini di contanti che puzzano di muffa come una bella fetta dei dentisti vecchia maniera hai un motivo in più per aderire.